Al naso, un sussurro popolare di vaniglia e cedro si trasforma immediatamente in una foresta di frutti di bosco scuri, terra fresca, spezie, catrame e pietre. I frutti di bosco divampano al palato, ma una persistente terrosità, tannini forti e un'acidità brillante tengono a bada la dolcezza.
Gigiò
Il fiore all'occhiello. Il primogenito. Una sfida all'ordinario. Gigiò non è solo un Chianti; è una dichiarazione di ciò che le colline argillo-calcaree di Fiesole possono esprimere quando spinte al limite assoluto. Nato dai vigneti più antichi e rocciosi della tenuta, questo è il Sangiovese reinventato con la densità, la lucentezza e la precisione architettonica di un capolavoro moderno. Un naso esplosivo, dove la finezza della violetta incontra un nucleo massiccio di frutti neri e note di cassis. Se il richiamo al Tignanello è evidente nella trama floreale, il carattere di questo vino è decisamente più istintivo e selvaggio: una forza della natura che non accetta compromessi.
ANNATA:
2021
VITIGNO:
Sangiovese (80%), Colorino (20%)
DENOMINAZIONE:
Toscana
GRADAZIONE IGT:
14.5%
AROMATICI
Il naso è edonistico ed espansivo. Inizia con il profumo caratteristico di Fiesole, lavanda selvatica e violette pestate, per poi scendere in un oscuro abisso di frutta: prugna nera, crema di cassis e mora appena colta. Man mano che si apre, la quercia francese si afferma, offrendo strati seducenti di cedro e fumo, il tutto sollevato da una vena di mineralità di grafite.
Palato
Al palato, Gigiò è senza soluzione di continuità. Entra con una "succulenza" rara in Toscana, un attacco carnoso e vellutato che avvolge la bocca. Il centro del palato è dominato dalla profondità sapida e inchiostrata dell'uva Colorino, che aggiunge peso e ombra alla brillante acidità rossa del Sangiovese. I tannini sono presenti ma levigati fino a una lucentezza fine, che ricorda la consistenza del velluto schiacciato. Il finale è eterno, persistente con note di cioccolato fondente, pietra bagnata e un ultimo bacio di rovere tostato.
